Curiosità e consigli per il tuo sorriso

Chi è l'odontoiatra?

Chi è l'odontoiatra?

Uno dei "problemi" che spesso ci tiene lontani dalle cure è la paura di affidarci ad un dottore e, in questo caso ad un odontoiatra, che non sia realmente qualificato.

 

Chi è l’Odontoiatra (Dentista) ?

Il vostro Dentista è innanzitutto un professionista della salute orale. È un laureato in Medicina o in Odontoiatria, specializzato nei problemi della salute orale e svolge la sua attività in uno studio odontoiatrico. È iscritto all’Albo degli Odontoiatri della provincia in cui esercita presso l’Ordine dei Medici che ne controlla la serietà del comportamento e la sua effettiva preparazione. È tenuto ad esporre la laurea e l’abilitazione professionale. Egli è vincolato al rispetto di tutte le norme legali e deontologiche (cioè di correttezza professionale) e ha fatto giuramento di mettere a disposizione le sue conoscenze per tutelare la salute dei suoi pazienti. Deve prestare personalmente la sua opera al paziente e non può delegare a nessun altro che non sia un suo collega medico /odontoiatra le cure dei denti, i trattamenti ortodontici, le impronte, la limatura dei denti e tutto quanto necessita per applicare protesi o apparecchiature ortodontiche in bocca al paziente.
L’odontoiatra (Dentista) è l’unico abilitato ad operare nella bocca del paziente.

 

L' ODONTOTECNICO, COLUI CHE PRODUCE I MANUFATTI PROTESICI.

L’odontotecnico, titolare del laboratorio odontotecnico, è colui che costruisce la protesi dentaria ( MANUFATTO PROTESICO) che l'odontoiatra inserisce all'interno del cavo orale. E’ inquadrato nell’artigianato. L’odontotecnico non è il dentista/ odontoiatra meno caro né, tanto meno, il "meccanico dentista", ma un serio tecnico che opera con tecnologie avanzatissime e si aggiorna costantemente per poter realizzare manufatti protesici che rispettino la salute dell’utente finale senza arrecargli danni. All’odontotecnico spetta la progettazione tecnica e la realizzazione della protesi che deve essere conforme alla prescrizione del medico dentista. All’odontotecnico è fatto assoluto divieto di operare a contatto con il paziente.

 

La paura del dolore - cosa possiamo fare per te
La paura del dolore - cosa possiamo fare per te

La paura rende più sensibili al dolore fisico e psicologico. È il risultato di una ricerca condotta dal dipartimento di Psicologia dell’Università di Milano-Bicocca in collaborazione con la Purdue University dell’Indiana e pubblicata sulla rivista Pain .
Lo studio mostra che sia che si tratti di un tradimento o di un colpo alla schiena, la paura del dolore accresce sempre la sua percezione come - ad esempio - la paura della puntura, dettata dalla convinzione che sarà dolorosa, può acuire la sensazione di dolore effettivamente causata da un’iniezione,
«Il nostro studio - spiega Paolo Riva, assegnista di ricerca del dipartimento di Psicologia dell’ateneo milanese - suggerisce che sia che si tratti di un tradimento o di un colpo alla schiena, la paura del dolore amplifica la sua percezione».
Alcune persone "hanno eseguito un compito che si chiama “Cold Pressor Task”: consiste nell’immergere una mano nell’acqua. Acqua che poteva essere tenuta a bassa temperatura (5 gradi centigradi) oppure a temperatura ambiente (circa 25 gradi centigradi)»
RISULTATI - «La percezione del dolore - spiega Riva - è influenzata da diversi fattori, cognitivi ed emotivi, e il nostro studio evidenzia che la reazione emotiva di paura nei confronti degli stimoli dolorosi è uno dei preditori principali della percezione del disagio sociale, così come lo è per il dolore fisico. Insomma avere paura di soffrire ci fa soffrire di più o, come dice un proverbio tedesco, la paura fa il lupo più grande di quanto effettivamente sia». È emerso infatti che gli studenti che hanno manifestato maggiore paura nei confronti del dolore, hanno anche una soglia del dolore più bassa.LA PAURA - In definitiva, spiega Riva sulla rivista Pain, la paura è una risposta adattiva, mediata dal sistema nervoso simpatico, di fronte alle minacce fisiche o sociali. Proviamo paura, infatti, quando percepiamo uno stimolo come dannoso o potenzialmente pericoloso: e così, tipicamente, aumenta il battito cardiaco, la pressione del sangue, la sudorazione e le pupille si dilatano. Il dolore del resto è un’esperienza spiacevole e la paura è una sorta di campanello di allarme e, come tale, è funzionale per agire di conseguenza, al fine cioè di salvaguardare la nostra incolumità fisica o psicologica. «La paura del dolore che ritengo di provare a causa del contatto della mano su una fiamma accesa fa sì, per esempio, che io eviti di mettere di proposito la mano sul fuoco - ribadisce il ricercatore.

LA PAURA delle cure odontoiatriche , dunque, tiene spesso lontani dalle cure con conseguenze a volte davvero gravi:senza controlli non possiamo sapere dell'insorgere di lesioni tumorali, di carie che spesso si presentano come " un puntino nero sul dente" ma che nascondono uno stato ben più avanzato della carie e di malattie parondontali gravi.

COSA POSSIAMO FARE PER TE - Nel nostro studio abbiamo ormai da tempo adottato 5 strategie per metterti a tuo agio sia nel caso in cui tu debba sottoporti a cure brevi e semplici sia per i trattamenti più complessi:

1) - Se vorrai ti spiegheremo sia prima che durante cosa stiamo facendo per curarti:- è dimostrato che un paziente consapevole delle manovre a cui si sottopone è tranquillo e rilassato;
2) - Se vorrai, oltre all'anestesia locale, potrai richiedere il protossido premiscelato che ti renderà tranquillo e rilassato perché ha proprietà analgesiche ed ansiolitiche che, rapidamente e in sicurezza ti consentono di distenderti rimanendo sempre cosciente;

3) - Usiamo uno strumento chiamato DIAGNcam per la diagnosi precoce delle carie che non comporta radiazioni: più piccole sono le carie più breve ed indolore è la cura;
(se vuoi saperne di più: http://www.studiobandolicocchi.it/#!servizi/c1n9v)

4) - nel caso di carie piccole possiamo curare senza usare l'anestesia, con l'uso dell'ozono. Questo gas ha la proprietà di uccidere i batteri responsabili della carie e di stimolare le difese naturali dei tessuti vivi del dente, ha un effetto antidolorifico e antinfiammatorio naturale, con caratteristiche analgesiche, immunostimolanti e rigenerative dei tessuti!
La carie, trattata con ozono, guarisce con un processo naturale, producendo uno strato duro di smalto. Nel caso di piccole carie si può evitare o ritardare l'uso del trapano e limitarsi al solo uso dell'ozono che è assolutamente indolore......solo un soffio d'aria per guarire!!!.
5) - Divertiti: quando sarai sulla nostra poltrona odontoiatrica, durante le cure, ti doteremo di video- occhiali, un apparecchio simpatico e sicuro con il quale guardare un film, un video o un cartone animato ,consentendoti inoltre di controllare l'ambiente circostante .
Per ogni altra informazione chiamaci, vieni a trovarci o visita il nostro sito: ti aspettiamo con un sorriso!

Hai messo giudizio? 

Questa era tempo fa la frase che i genitori rivolgevano ai figli quando, fra i 16 e i 21 anni, li vedevano soffrire di "mal di denti".
In genere l'età della maturità coincide infatti, nella maggioranza dei casi, con l'epoca in cui spuntano i terzi molari delle arcate, gli ottavi di ognuna, che sono appunto chiamati denti del giudizio.
Lo scopo dell'odontoiatria è, nella maggioranza dei casi, "conservare" quanto più a lungo possibile i denti in salute, curandoli dalle carie e dalle malattie delle gengive che possono causarne la perdita; per i denti del giudizio
ci sono però indicazioni differenti che dipendono da vari fattori quali la giusta occlusione e la salute degli altri denti.

Quali problemi?
Quando i molari del giudizio erompono trovando il giusto spazio, sia in mascella che in mandibola, e sono sani vanno mantenuti il più a lungo possibile perché contribuiscono a mantenere il giusto allineamento dei denti, in altri casi ci sono invece le indicazione per l'estrazione:
- quando i denti restano parzialmente nella gengiva causando dolore, gonfiore, infezioni e soprattutto difficoltà ad aprire la bocca e ad essere puliti.
- quando restano inclusi, ovvero catturati nell'osso e talvolta perfino in posizione orizzontale; la spinta che la crescita comporta spinge questi denti verso le radici del settimo molare che quindi rischia di essere danneggiato o spostato.

L'estrazione dei molari del giudizio può essere eseguita con l'aiuto del protossido che ha proprietà analgesiche e ansiolitiche oltre che in anestesia locale; è un intervento chirurgico che può, a seconda dei casi, comportare una serie di disagi quali il gonfiore o l'intorpidimento nella zona in cui si è operato;
il più delle volte è sufficiente un antidolorifico (necessariamente prescritto dall'odontoiatra dopo l'intervento a seconda delle necessità individuali) e impacchi con il ghiaccio sulla guancia.
Importante sarà non fumare, non succhiare sulla zona dell'estrazione, mangiare cibi freschi e morbidi masticando sul lato opposto a quello dell'estrazione, dormire con un cuscino in più tenendo la testa alta e, in caso di sanguinamento, mordere un tamponcino (fornito in studio al momento della dimissione) o una garza piegata, bagnata con acqua fredda e strizzata, per una decina di minuti o finché il sanguinamento non si sia fermato.
Ad ogni modo, essendo l'estrazione dei denti del giudizio un vero e proprio intervento è bene affidarsi, anche nel post operatorio, ai consigli del proprio odontoiatra.

Che sapore ha? La percezione dei sapori tra anatomia e cibo.

Il cibo viene gustato in modo differente da ciascuno di noi. Tale soggettività è data da un insieme di fattori ma, in ogni caso, l'organo del gusto, come tutti sappiamo è la lingua.
Fino a due anni fa si credeva che ci fosse una differenziazione fra le ottomila papille gustative di cui la nostra lingua è ricoperta dividendo in zone la loro specializzazione: la lingua avrebbe percepito il sapore dolce in punta, il salato e l'aspro a metà, l'amaro alla radice della lingua.
Oggi, dopo una ricerca curata dalla Columbia University, sappiamo che non vi è alcuna differenziazione nelle cellule che compongono le papille gustative ma al loro interno si trovano cellule "specializzate" in un determinato gusto che inviano i dati ad appositi neuroni che, sinapsi dopo sinapsi ci inducono a dire mi piace o non mi piace.
Dal punto di vista anatomico,tale trasmissione di impulsi continua fino a ritornare alla bocca, perché la saliva venga prodotta ed aiuti nella deglutizione, ed infine allo stomaco perché prepari i succhi gastrici atti alla digestione.
Alcuni fattori possono alterare la percezione dei sapori, (in tal caso parliamo di disgeusia) e possono essere raggruppati in:

  • malattie croniche: epilessia, malformazioni dell'apparato orecchio-naso-gola, malformazioni congenite, schizofrenia, paralisi facciali;

  • malattie o stati transitori: infiammazioni linguali e patologie del cavo orale (carie, afte, micosi, scarsa igiene orale), tumori orofaringei, patologie naso-sinusali (per esempio la sinusite), traumi facciali, tabagismo;

  • assunzioni di medicinali: farmaci e chemioterapici. (la penicillina e l’aspirina, i farmaci antidepressivi, citostatici, anti-ipertensivi, clorexidina, diclofenac ecc…).

 

Discorso a parte merita la xerostomia, ovvero una patologia o una conseguenza di altre malattie che causa la secchezza fastidiosissima della bocca. Tante possono essere le cause ma, Ad ogni modo, la mancanza di saliva toglie la possibilità sia di sentire i sapori che di ingoiare con facilità oltre a causare tanti altri danni.
In tutti i casi, una visita odontoiatrica, l'anamnesi ed eventuali cure ci possono ridare il gusto di mangiare ed assaporare il cibo e prevenire (tumori) gravi danni alla nostra salute.

Vivi e sii felice

Il raggiungimento della felicità è forse, da sempre, il desiderio più caro per la razza umana. Lo stesso pensiero, le stesse tre parole vengono ripetute più e più volte durante il corso della vita: in occasione del compleanno quando spegniamo le candeline sulla nostra torta, trovando un quadrifoglio, gettando una moneta in una fontana ...: "Voglio essere felice."
Ma come possiamo essere felici? Che tipo di felicità cerchiamo quando esprimiamo questo desiderio? È la felicità materiale sotto forma di benessere economico? È la felicità nella forma di amore? L'esser più belli? Lavorare di più, o avere più successo scolastico e sociale? Forse dipende dalla stagione della vita in cui siamo, o forse dipende dal singolo individuo. Perché la verità è che tutti noi abbiamo idee diverse su ciò che è la felicità e su come è possibile raggiungerla.
Tuttavia, alla base di questa ricerca c'è sempre il benessere fisico e mentale, quell'equilibrio sottile che è dato da uno stile di vita fatto di "misura" in ciò che facciamo: dall'attività fisica, alla scelta del cibo, alla quantità di tempo che dedichiamo alla cura di noi stessi e delle nostre necessità di cultura, affetto, svago.
Lo stesso equilibrio che bisognerebbe mantenere nelle richieste che ognuno esercita nei propri confronti, spesso con un eccesso di autocritica, senza considerare che, la cosiddetta "felicità", come recita un vecchio adagio, è nelle piccole cose o nell'insieme di queste.
Raggiunto un equilibrio fra salute, denaro e affetti, psicologi e studiosi suggeriscono una serie di azioni che, inserite nella propria giornata, aiutano a "sentirsi felici" in un batter d'occhio.
Ecco quindi tante buone idee per una giornata da vivere all'insegna del sorriso:
1. Alzarsi con un pensiero felice e consumare una buona colazione
2. Quando è possibile, scambiare un caldo abbraccio, sorridere e augurare buongiorno a chi ci è vicino
3. Scambiare un messaggio di buongiorno con un vicino, un amico, un parente
4. Trovare nella natura che ci circonda e nel tempo qualcosa di buono (pioggia, sole o nuvole che sia!)
5. Sforzarsi di notare qualcosa che ci piace nelle persone che incontriamo
6. Fare due chiacchiere e scambiare un sorriso con chi si incontra
7. Chiedere con educazione, rispondere con cortesia e sorridendo pronunciare sempre: "grazie", "prego", per favore"
8. Trovare il tempo per fare attività fisica, sport o, in alternativa, una passeggiata
9. Ascoltare musica
10. Leggere un buon libro
11. Incontrare gli amici
12. Oziare a letto la domenica mattina
13. Apprezzare il profumo del sapone, l'acqua sulla pelle ed il benessere che si ha nel sentirsi puliti
14. Godere del profumo delle lenzuola pulite o del proprio letto quando si è stanchi
15. Cercare, prima di addormentarsi, un pensiero felice ed addormentarsi con quello
16. Vivere quanto più tempo possibile con il sorriso sulle labbra.

Quest'elenco sarebbe molto più lungo, i suggerimenti oscillano da 47 a 60 ma tutti hanno alla base la voglia di osservare ed apprezzare quello che si ha, o che ci capita, apprezzandone e sottolineandone mentalmente il lato positivo ed il dato di fatto che, vivere sorridendo ci sintonizza su uno stato d'animo positivo e che ci dà felicità.

 

Traumi ai denti in età pediatrica

Le linee guide del Ministero della Salute si occupano con attenzione dei traumi ai denti in età infantile; lo scopo è la prevenzione di incidenti nei quali incorrono i bambini durante il gioco e che causano danni oltre che ai denti decidui anche a quelli permanenti.
I bimbi da sei mesi a tre anni cadono spesso e fra le cadute peggiori e più frequenti ci sono quelle dal girello, o comunque quelle nel periodo in cui i bimbi imparano a camminare e che coinvolgono il viso ed i denti.


I problemi più gravi si evidenziano nel momento in cui tali cadute comportano oltre che fratture ai dentini da latte anche urti ai denti permanenti che sono in formazione all'interno dell'osso. Naturalmente non si può avere evidenza di tale gravità se non con una visita odontoiatrica. Un controllo ai denti da latte, intorno all'anno di età, può anche evidenziare malformazioni alle arcate (dovute spesso anche alla suzione del cuccio) che aumentano il rischio di danni importanti in caso di incidente. La prominenza dei denti anteriori che si evidenzia in bambini che anno succhiato il dito e/o il ciuccio in modo continuativo nel primo anno di età,comporta naturalmente danni maggiori in caso di caduta o urti. E' utile liberare l'ambiente dove i bimbi muovono i primi passi da tappeti e ostacoli, da mobili e giochi su rotelle che possono, muovendosi trascinare il bambino piuttosto che fare da supporto; inoltre sarà utile non lasciare il ciuccio in bocca al bimbo che impara a camminare: la parte rigida, l'anello, in caso di caduta può provocare ulteriori danni.
In caso di traumi, sia che il dente sia stato spinto all'interno della gengiva, sia che si sia spezzato bisogna correre al pronto soccorso odontoiatrico o dal proprio dentista prima possibile.
Per i bambini dai tre anni in su il discorso cambia.


I traumi sono spesso dovuti oltre che dal gioco anche dallo sport e si può spesso usare una protezione denti; i bambini devono essere messi in allerta: le cadute più pericolose per viso e denti sono quelle fra i banchi di scuola, sul bordo della piscina, sull'altalena, dalla bicicletta e per gli sgambetti. Altre abitudini dannose per la salute orale sono l'usare i denti per strappare oggetti, mordere penne o giocattoli. In tutti questi casi, bisogna in caso di urto, anche se in apparenza non vi sono danni, portare il bambino urgentemente dall'odontoiatra. 
Nei casi in cui si sia perso un dente o un frammento di questo nell'incidente, bisogna recuperarlo, metterlo in immersione nel latte o nella saliva ed entro un'ora recarsi dal dentista che potrà, in alcuni casi, rimetterlo al suo posto.
I danni più gravi sono quelli che procurano fratture a livello alveolare: in tal caso i denti che spesso sono quelli anteriori, dovranno essere sottoposti a pulpectomia nell'immediato e, nel tempo, a controlli regolari se non a ricostruzioni e cure continue.

 

Cosa metti in bocca ?

Una moda ha preso piede negli ultimi anni fra i giovani ed quella del piercing sulla lingua. Le conseguenze di tale applicazione sono davvero tante:

  • infezioni gravi a livello locale e non;

  • ascessi e fissurazioni non reversibili alla lingua;

  • allergie o sensibilizzazione ai metalli di cui è composto il piercing;

  • fratture e lesioni dei denti;

  • recessioni gengivali;

  • alterazioni dell'occlusione.

 

Le infezioni che si possono contrarre durante e dopo l'intervento hanno due origini ovvero la pulizia e le norme igieniche a cui si attiene l'operatore e la pulizia del cavo orale che per sua stessa natura è sempre sottoposto agli attacchi batterici.
Una ferita profonda sulla lingua è davvero dolorosa e pericolosa.
Il pericolo inoltre è dovuto al gonfiore che può succedere l'intervento e ostruire la respirazione e la deglutizione.La ferita che viene provocata può essere irreversibile anche dopo la rimozione del piercing e la difficoltà nel mantenere l'igiene orale, in questo caso, sarebbe davvero grande.

 

La lingua all'interno della bocca si muove delimitata dal corridoio linguale e seguendo movimenti che sono nella memoria sin dall'infanzia.
L'applicazione del piercing comporta una alterazione dei movimenti della lingua che batte sui denti laterali provocando, con una una serie di microtraumi, fratture dei denti superiori (dal lato del palato,)
che inevitabilmente dovranno, nel migliore dei casi, essere devitalizzati se non addirittura estratti.

Il contatto prolungato del materiale metallico di cui si compone il piercing, con la gengiva, può causare a lungo andare una reazione di questi tessuti, che potrebbero ritirarsi lasciando il collo del dente scoperto: ciò avviene per lo sfregamento del gioiello sulla gengiva che con il tempo produce un danno spesso irreversibile. La necessità di rimuovere il piercing diviene inderogabile.
Il problema diventa importante quando la recessione è causata dallo sfregamento gioiello sulla gengiva. In questo caso le probabilità che torni a posto da sola sono infime, e sarà necessario contattare un medico per valutare il da farsi.
L'alterazione dei movimenti della lingua comporta anche una serie di posizioni viziate e può capitare che possano spostarsi i denti perché il piercing viene spinto fra un dente e l'altro (più spesso fra gli incisivi superiori) con conseguente alterazione di occlusione e della fonetica.

 

Conclusioni.

I denti fratturati non sempre possono essere recuperati,così come sono gravi e dolorose le recessioni gengivali; il malposizionamento della lingua con conseguente spostamento dei denti richiede un intervento di tipo ortodontico perché l'occlusione corretta e la fonetica possano essere recuperate; la lingua fissurata comporta difficoltà nell'igiene: in tutti i casi, queste alterazioni, sono seri danni biologici che il cavo orale subisce per una moda non necessaria.

Estate tempo di vacanze, tempo di mal di denti

Che bella l'estate, le vacanze, il mare e la montagna; purtroppo però, con l'aumentare delle temperature quella piccola carie che avevamo deciso di curare " con calma, più in la nel tempo" si risveglia provocando un mal di denti fortissimo proprio il giorno prima della partenza!
Perché? Cosa è successo?
L'aumentare delle temperature, l'esposizione prolungata al sole favoriscono l'aggravarsi delle patologie di denti e gengive perché aumenta la proliferazione batterica parallelamente all'assunzione disordinata di cibo e bevande dolci e gassate.
Ci sono alcune cose che possiamo fare per partire con tranquillità per godere pienamente e senza fastidi della bella stagione:

  • Un controllo dal dentista prima della partenza e se è necessario una seduta di igiene orale almeno un paio di settimane prima: con un controllo riusciamo a prevenire quelli che potrebbero essere i problemi di cui ad occhio nudo, da profani, non possiamo renderci conto. L'odontoiatra sarà in grado di controllare le cure che sono state effettuate un po' di tempo prima per esser certi che siano ancora valide.

  • Non esagerare con bevande acide, ghiacciate e gassate

 

Che buoni i succhi e le bevande gassate purtroppo però provocano ipersensibilità dentinale ed è un fastidio che può davvero rendere problematico anche solo bere un bicchier d'acqua; dunque cosa fare ? 
Il suddetto controllo prima della partenza potrà metterci al riparo da questo fastidio con una serie di trattamenti sulla superficie 
dei denti e con prescrizioni, adatte a ciascun caso, di collutori 
o dentifrici specifici.

Durante la vacanza, lontani da casa e dal proprio dentista

Dobbiamo prestare grande attenzione all'igiene di tutto il corpo durante le vacanze e curare scrupolosamente il nostro sorriso.
Lavarsi i denti dopo ogni pasto dovrebbe essere la regola ma se non fosse possibile, mastichiamo i chewing- gum senza zucchero e arricchiti con xilitolo, l'azione meccanica del masticare porterà via, almeno in parte, i residui di cibo. Concediamoci sempre un 
po' di tempo, soprattutto la sera, per passare il filo interdentale e lavare bene i denti prima del riposo notturno.
Portiamo via con noi almeno un gel alla clorexidina (utile se si dovessero infiammare le gengive), ed il nostro antinfiammatorio 
(quello a cui siamo abituati o che sappiamo essere efficace per noi) per ogni evenienza oltre, naturalmente, ad uno spazzolino nuovo e al nostro dentifricio.
Nel caso dovesse insorgere dolore, prima di ingerire medicinali in dosi massicce meglio rivolgersi al servizio sanitario locale perché alcune nevralgie possono trovare la loro causa nell'altitudine o, al contrario, per le immersioni subacquee, per la pressione esercitata sui denti e sui timpani.
Per ciò che concerne i portatori di protesi cementate provvisoriamente il proprio odontoiatra indicherà cosa fare in caso si decementassero.

E se volessi un sorriso meraviglioso ?

Le faccette o veneers sono dei gusci in ceramica che, cementati sulla parte vestibolare dei denti li proteggono dando loro l'aspetto e la forma che desideriamo. Alcune metodiche, per poter cementare questo manufatto prevedono la preparazione del dente che deve essere "consumato" per poter fare aderire la faccetta, altre metodiche, dette mini-invasive, danno modo all'odontoiatra di cementare le faccette senza dover agire sul dente. Naturalmente sarà l'odontoiatra a stabilire quale metodica darà i risultati migliori basandosi sulla situazione iniziale di ogni singolo paziente. Presso il nostro studio è possibile chiedere le faccette Lumineers che prevedono la metodica  non invasiva. 

Tale metodica richiede una particolare abilitazione dell'odontoiatra e prevede una garanzia del manufatto protesico, per il paziente, di 10 anni.

E tu, che sorriso avrai questa estate?

L'importanza che un sorriso bianco, con denti allineati ha nel dare sicurezza è universalmente riconosciuta. Una ricerca in ambito estetico, svolta dall'Accademia americana di odontoiatria estetica ha rilevato che più del 90% della popolazione
attribuisce ad un bel sorriso la capacità di aumentare l'autostima, rendendo facile la comunicazione con gli altri, oltre ad essere un fattore fondamentale di attrazione per il sesso opposto.
Uno dei trattamenti più desiderati è lo sbiancamento dei denti oltre alle "faccette" e i trattamenti ortodontici.

Oggi parliamo di sbiancamento
Il colore dei denti differisce già alla nascita da persona a persona ed è poi influenzato dal tempo, da acque molto ricche di fluoro, da fumo, bevande pigmentanti, alimenti colorati, e naturalmente dalla cura e dall'igiene dei propri denti.
Gli odontoiatri possono fare moltissimo per migliorare il bianco dei denti con il trattamento professionale di sbiancamento dei denti che comprende naturalmente una prima visita e almeno una seduta di igiene orale. A questo punto il dentista stabilirà se è possibile o meno effettuare il trattamento: stabilite o ristabilite le condizioni ideali di denti e gengive, il dottore o l'igienista possono effettuare in studio lo sbiancamento dei denti con differenti metodologie e con materiali differenti.

I TRATTAMENTI SBIANCANTI PRESSO LO STUDIO DENTISTICO. 
Le sessioni tenute nello studio dentistico consistono in un trattamento della superficie dei denti con una soluzione a base di perossido d’idrogeno, fotoattivata da una lampada apposita posta a diretto contatto con i denti. 
Con questo tipo di tecnica i risultati sono immediati o richiedono al massimo due.
I prodotti di tipo professionale nulla hanno a che fare 
con tutto ciò che in commercio si trova sullo scaffale di un supermercato ed, essendo la loro applicazione controllata, sia nelle dosi che nei tempi, dall'odontoiatra o dall'igienista, sono sicuri e non provocano danni a denti e gengive.
Ricorda :" Il sorriso è la cosa più bella che tu possa indossare".

Protesi, impianti ed igiene orale

Premessa. 

La mancanza di denti, eccetto che in alcune patologie o conseguentemente ad esse, è la diretta conseguenza di una scarsa o errata igiene orale. 
Il paziente che, dopo un percorso terapeutico, voglia mantenere
i risultati ottenuti, dovrà necessariamente cambiare il modo di prendersi cura di sé stesso e della sua bocca.

 

L'igiene orale nel paziente che abbia risolto l'edentulia parziale o totale prevede l'uso costante di alcuni strumenti come scovolini e filo interdentale che insieme allo spazzolino potranno garantire la pulizia in settori della bocca davvero difficili da raggiungere con il solo uso di quest'ultimo, la zona più critica, infatti è quella sottostante la protesi e più precisamente quella di congiunzione fra i pilastri protesici degli impianti, "monconi", e la gengiva che lo circonda.Questa zona è raggiungibile da particolari fili interdentali che sono costituiti da una parte più rigida che consente un facile inserimento del filo negli spazi più angusti, e una parte, quella pulente, che è un filo spugnoso. Tale sezione del filo, passata con giuste manovre intorno ai pilastri sotto la protesi, fra gli spazi interprossimali fra dente e dente mantiene, insieme con lo spazzolino una buona igiene degli impianti e della relativa protesi. 
Le manovre di igiene orale sono indispensabili e nessun collutorio, dentifricio, gel o altro prodotto potrà mai sostituirne l'uso e la funzione: rimuovere i residui di cibo e la placca è sempre indispensabile per la salute del cavo orale.
Una delle fasi più importanti nel percorso che il paziente fa all'interno dello studio odontoiatrico per poter risolvere l'edentulia, è la seduta di igiene orale durante la quale l' igienista consiglierà gli strumenti e prodotti da usare ed insegnerà tutte le manovre per il mantenimento del lavoro a cui si è sottoposto ed il ritrovato sorriso.

Quando mancano tutti i denti in un'arcata

Disagio, difficoltà nel nutrirsi, dolore temporo mandibolare sono solo una parte delle conseguenze dell'edentulia totale.

Oggi, una delle soluzioni a tutto questo è l'inserimento di impianti dentali che sostituiscono le radici dei denti mancanti o che fanno da pilastri per bloccare la protesi di un'intera arcata.

In una prima fase, Il dentista determina se gli impianti costituiscono la soluzione  più indicata utilizzando le radiografie o le immagini tomografiche per l'immagine tridimensionale, una condizione importante per il trattamento è che vi sia sufficiente presenza d'osso. (parleremo successivamente dei casi in cui 

non è sufficiente).

La fase successiva prevede un'attenta pianificazione dell'attività chirurgica con conseguente informazione da parte dell'odontoiatra al paziente; si concorderà tutto il piano di trattamento e delle cure  ed insieme decideranno per l'anestesia migliore, i tempi sia del trattamento che dei pagamenti.

Quando è possibile il paziente potrà, dopo l'intervento, con una tecnica definita 

"a carico immediato" avere subito la sua protesi ed uscire dallo studio con il sorriso che solo poche ore prima non aveva ed in altri  casi, pur non essendoci la possibilità di una protesi definitiva in attesa della guarigione può essere inserito un restauro provvisorio. Ciò consente al paziente di sfoggiare un sorriso dall'aspetto naturale fin dalle prime fasi del processo. 

 

Le metodiche sono differenti e spesso dipendono dalle condizioni del paziente: "All on four"," All on six" con carico della protesi nelle successive 24/36 ore sono le tecniche, insieme agli impianti post estrattivi, che consentono di riavere subito il proprio sorriso. 

Denti o non denti

Questa foto naturalmente è uno scherzo: Anne Hathaway è senz'altro un'attrice bellissima ma, sono tante le persone che ancora oggi non hanno più i denti e non li sostituiscono. Come dimostrato da numerose ricerche i motivi che tengono lontani i pazienti dalla poltrona odontoiatrica sono sostanzialmente tre (in ordine differente per differenti persone):

  • paura di spendere troppo

  • paura del dolore

  • timore di non ricevere cure adeguate al proprio caso

Queste paure hanno origine spesso da un passato (dolore che si è sofferto da bambini), dall'avere ascoltato un amico o più semplicemente dalla non conoscenza di come viene preparato un piano di cura nel moderno studio odontoiatrico.

Attualmente una persona che dovesse prendere un appuntamento presso il nostro studio verrebbe ricevuto con il seguente iter:

  1. appuntamento- conoscenza e visita diagnostica con diagno-cam, colloquio sulle aspettative del paziente e raccolta dei dati;

  2. appuntamento: presentazione e valutazioni del piano di cura sia dal punto di vista terapeutico che economico, pianificazione dei tempi e dei metodi di anestesia (anestesia locale, sedazione cosciente con presenza di anestesista o meno per gli interventi di chirurgia).

Siamo sempre disponibili a dissipare dubbi e paure, a far provare una nuova metodica (con l'ozono terapia,ad esempio, per alcuni tipi di carie dove non sarà necessario usare il trapano) e questo per poter rassicurare il paziente anche per gli interventi più importanti.

Un piano di cura che preveda la sostituzione di elementi dentari mancanti potrà prevedere:

  • dispositivi protesici cementati su denti naturali come nel caso di ponti

  • l'inserimento di impianti che fungeranno da radice per ogni dente mancante su cui si cementerà l'elemento dentario (o elementi dentari nel caso si più denti.

Nel primo caso, per poter cementare il ponte (questo manufatto è realizzato in materiali differenti a seconda delle situazioni) sarà necessario limare e ridurre il volume dei denti laterali all'elemento mancante, (vedi foto), togliendo a questi denti spesso sani, la loro parte più dura e resistente, lo smalto.

Nel secondo caso invece, salvaguardando la salute degli elementi esistenti, si inseriscono gli impianti con un intervento e 
poi sui pilastri che verranno avvitati si cementerà il ponte.

 

I vantaggi di questa seconda opzione sono diversi, ma primo fra tutti l'integrità degli elementi dentari preesistenti, per non parlare dell'estetica che nel tempo non subisce alterazioni come invece può capitare (ad esempio per scarsa igiene orale) con i ponti cementati.
Nel prossimo articolo tratteremo di edentulie totali (mancanza totale di denti) e delle possibili soluzioni

L'inserimento di un impianto dentale.

Nel precedente post abbiamo parlato di quanto sia importante mantenere inalterati la quantità d'osso, gli spazi fra i denti, la morfologia del cavo orale, nonostante la perdita di un dente. Perchè tutto ciò avvenga una delle possibilità che ci è data è consentire all'odontoiatra l'inserimento di un impianto in titanio, che sostituirà la radice del dente su cui verrà successivamente avvitata o cementata una corona (la parte clinicamente visibile del dente). In questo video possiamo vedere i passaggi chirurgici per l'inserimento di un impianto. Buona visione.

Cosa succede quando manca un dente ?

Premessa.

I motivi per cui si è costretti a sottoporsi ad un'estrazione possono essere differenti ma primo fra tutti è la mancanza di attenzione alla propria salute orale e la poca frequenza con cui ci si sottopone a visite e controlli dal dentista. Un dente, seppur cariato e dolente può essere curato fintanto che c'è ancora una struttura. Quando la corona, la parte clinicamente visibile del dente, non esiste più iniziano problemi spesso irreversibili che portano alla decisione dell'odontoiatra di procedere all'estrazione.

Cosa succede se il dente mancante non viene sostituito.

Sostituire quanto prima possibile il dente che è stato estratto è davvero importante per la salute del cavo orale e dell'intero sistema di articolazione della bocca.
In alcuni casi il dentista può procedere all'inserimento di un impianto immediatamente dopo l'estrazione (impianti post estrattivi). L'impianto, un pilastro in titanio, è un dispositivo atto 
a sostituire la radice del dente su cui si potrà poi avvitare o cementare una corona (protesi).
Quando tutto ciò non è possibile si attenderà la guarigione di ossa e tessuti prima di procedere alla sostituzione del dente mancante.
In ogni caso è importante sapere che le conseguenze di tale assenza sono tante e di diverso tipo, dall'estrusione del dente che era in occlusione con quello mancante allo spostamento di quelli della stessa arcata e sempre, a meno che non si intervenga per sostituirlo, per un dente mancante si compromette la salute di tutta la bocca. 
Questo video spiega molto bene tutto questo processo. 

Le macchioline sui denti del tuo bambino devono preoccuparti o no?

Una sindrome che colpisce i molari permanenti e gli otto incisivi può manifestarsi con macchie, sullo smalto dei denti, il cui colore varia dal bianco al giallo scuro; tale sindrome è denominata MIH ovvero Molar Incisor Hypomineralization ed indica una scarsa mineralizzazione dello smalto dentale.

A seconda della gravità, per quanto sia il tessuto più duro dell'organismo, lo smalto dentale, nei pazienti affetti da tale sindrome, si presenta poroso, non resistente e con macchie via via sempre più scure: questi denti risultano essere molto inclini alla carie e alla fragilità. 

Non tutte le macchie e le discromie dipendono da questa sindrome, le cause sono molteplici e di varia natura.

Una diagnosi corretta può essere fatta solo ed esclusivamente mediante visita dall'odontoiatra, ma in genere, chi è affetto da tale sindrome presenta incisivi con macchie bianco opaco che hanno solo carattere estetico, sui molari invece tali macchie, localizzate al colletto del dente e più spesso sulle cuspidi possono trasformarsi facilmente in carie perchè indicano un assotigliamento dello smalto 

Tali zone sono:

  • sensibili agli stimoli termici e ciò induce il bambino ad una scarsa igiene orale (spazzolamento scarso o inefficace); 

  • più sensibili ad un attacco batterico e agli acidi della bocca;

La conseguenza di tutto questo è la carie.

È un circolo vizioso che è possibile interrompere solo con in controlli periodici e cure, anche preventive, dell'odontoiatra; tra i rimedi più usati ci sono le sigillature, i trattamenti con l'ozono e le cure per la mineralizzazione dello smalto. 

Hai provato i video-occhiali?

Da diverso tempo adottiamo vari metodi per coccolare i nostri pazienti, piccini o grandi che siano.
É nostra premura fare in modo che “farsi curare” sia un'esperienza piacevole sia per il risultato della cura sia perché il tempo trascorso in studio, sulla poltrona odontoiatrica, risulti leggero e rilassante.
Riceviamo oggi conferma del nostro operato perchè è stata resa nota una ricerca che convalida l'uso di uno strumento, i “Video-occhiali Unidexx”, che da tempo abbiamo messo a disposizione di tutti i nostri pazienti. 
Ecco i risultati di questa ricerca:

 

Valutazione dei parametri cardiovascolari con e senza l'utilizzo di video-occhiali UNIDEXX durante terapia odontoiatrica: 

UNO STUDIO PRELIMINARE
Nicola Satta*, Matteo Erriu*,**, Sergio Arbus, Fabio Uccella, Gloria Denotti

 
Un bel sorriso senza paura.

Capita che il desiderio di un bel sorriso sia ostacolato dalla paura di sentire dolore, anche solo per la seduta di igiene orale. Hanno paura sia gli adulti che i bambini: dipende da ricordi, da stimoli visivi ed olfattivi ma, in ogni caso, non è qualcosa che riusciamo a controllare pur essendo perfettamente consapevoli del fatto che nulla di male ci potrà accadere. Eppure, istintivamente, non riusciamo nemmeno a pensare di poterci sedere su quella poltrona, di sentire il rumore del trapano, di aprire la bocca: si chiama ODONTOFOBIA.

C'è la soluzione!
LA SEDAZIONE COSCIENTE CON IL PROTOSSIDO D'AZOTO.

La sedazione cosciente con protossido d'azoto è una tecnica facile e sicura che ti consente di essere tranquillo e rilassato, perfettamente vigile, sia durante una seduta di igiene orale che durante un importante intervento chirurgico. Non importa la tua età: il protossido ridurrà l'ansia e lo stress che non ti consentono di farti curare. Il protossido d'azoto o gas esilarante viene miscelato con l'ossigeno ed erogato da un apparecchio che emette un soffio d'aria dal sapore dolce, lo potrai inalare da una piccola mascherina monouso che si appoggia sul naso; dopo poco ti sentirai piacevolmente rilassato e sereno anche se continuerai ad essere vigile: relax e grande benessere è tutto quello che percepirai e finalmente potrai avere ciò che desideri in modo semplice ed indolore:

il tuo bellissimo sorriso !
Il Fluoro nel bambino e nell'adulto: fa bene o fa male?

Il fluoro è un sale minerale diffuso in natura che, nelle giuste dosi ed in alcuni casi, fa bene sia in età pediatrica che in età adulta, è necessario però chiarire quali sono i casi in cui è indispensabile perchè gli eccessi possono risultare dannosi.

IL FLUORO FA BENE 

Il fluoro ha la funzione di rimeniralizzare le ossa e lo smalto dentale, aumentando la durezza e le difese di questi, lo troviamo soprattutto nell'acqua potabile, quella minerale e in alcuni alimenti come il pesce e i mollusche marini, patate, spinaci e nei cereali di vario tipo. Nei processi di formazione e crescita dei denti rende lo smalto più forte contrastando l'azione degli acidi della bocca sulla superficie dei denti riducendone la formazione nella saliva. E' indispensabile chiedere al pediatra e all'odontoiatra se oltre a un dentifricio ricco di fluoro i bambini necessitano di una dose supplementare di questo minerale perchè solo i professionisti conoscono il dosaggio del fluoro nelle acque potabili della città. 

L'assunzione di fluoro è utile anche nell'adulto in alcuni momenti particolari:

  • nelle donne incinte quando, intorno alla 18a settimana della gravidanza, inizia a formarsi la gemma dentale nel feto;

  • in caso di radio e chemioterapia per contrastare la secchezza delle fauci che ha come conseguenza un aumento della carie;

  • per rinforzare l'apparato scheletrico quindi oltre a contribuire beneficamente contrastando i processi di invecchiamento e l'osteoporosi apporta benefici effetti anche all'udito dell'anziano perchè agisce rimineralizzando le piccole ossa che trasmettono i suoni dall'esterno all'interno dell'orecchio;

  • il fluoro, infine, previene la calcificazione dei tessuti molli (arterie) contrastando la formazione di placche aterosclerotiche.

Nel prossimo articolo tratteremo i casi in cui un eccesso nell'assunzione di fluoro può portare danni al nostro organismo.

La paura del dentista dal genitore al figlio.

Quando bisogna affrontare la visita dal dentista, molte persone provano sensazioni di paura e nervosismo. La paura può sembrare perfettamente giustificabile, soprattutto se si hanno ricordi del passato di dolore e sofferenza legati a queste visite, ma oggi non ci sono più i motivi e i mezzi che lo causavano. In questo studio siamo disponibili a parlarne per aiutarvi a non trasmettere queste paure anche ai vostri bambini. I bambini infatti non hanno pregiudizi e affrontano tutto ciò che è nuovo come un'avventura...nulla di più.

Ecco quindi alcuni consigli per i genitori:

  • Se hai paura del dentista, cerca di mascherare le tue emozioni, altrimenti finirai con l'agitare anche tuo figlio.

  • Se non riesci a controllare la tua ansia rimani fuori dall'ambulatorio:

  • I bambini stanchi sono spesso più nervosi, quindi è meglio prenotare la visita per il mattino

  • Distrai il bambino mentre aspetti il tuo turno, cerca di farlo rilassare e divertire

  • Fare controlli periodici fin da piccoli aiuta il bambino a vivere il dentista come qualcosa di "normale", e non necessariamente legato al dolore o alla malattia

  • Dire a un bambino "se non fai il bravo ti porto dal dentista" è il modo migliore per aumentare la sua paura del dentista

  • Dire ad un bambino non aver paura farà in modo che lui si chieda perchè averne e di conseguenza a far nascere in lui ansia e agitazione.

Come insegnare ai bambini a lavarsi i denti
a cura di Paola Caselli

Insegnare ai bambini a lavarsi i denti è una parte importante della loro educazione all’igiene ma anche il modo migliore per assicurare la loro salute. Dalla bocca e dai denti infatti, dipende una buona parte della nostra salute complessiva.

Tenere la bocca in salute, significa tenere lontane possibili infiammazioni, possibili attacchi di germi e batteri, che possono ad esempio degenerare in mal di gola, laringiti e in dolorose carie.

Forse non tutti sanno che la salute della bocca assicura una buona salute anche alla schiena, fino ai piedi. Infatti tutta l’attività che viene svolta da denti, lingua, mandibola e mascella, ha ripercussioni su tutto il resto del corpo.

Se si mastica male o si hanno problemi con i denti, anche la schiena ne viene coinvolta. Pensate che una mascella che spinge sulla mandibola nell’atto di masticare, esercita un pressione pari a piu' del nostro peso corporeo complessivo. Fatevi un'idea di quanto è fondamentale una dentatura in buona salute per sostenere lo sforzo.

Cominciare presto a insegnare ai bambini una corretta igiene orale, significa fargli imparare a prendersi cura della loro salute, del rispetto di se stessi e degli altri. Quando iniziare a far usare lo spazzolino?

Con i bambini si può cominciare già all’età di 2 anni attraverso il gioco, in modo da far prendere dimestichezza con lo spazzolino e proteggere i dentini da latte dall'incuria, che in futuro potrebbe creare problemi con i denti definitivi.

Si sceglie insieme uno spazzolino da denti colorato, adeguato alla loro età e ci si lava i denti insieme, nel bagno, in modo che i nostri bambini imparino per imitazione.

Ricordiamoci, ancora una volta, di essere dei modelli virtuosi per i nostri figli. 

Come insegnare ai bambini a lavarsi i denti?

Creiamo un piccolo evento che sia per loro giocoso, ma allo stesso tempo educativo: "missione lavaggio denti".

E mentre ci laviamo i denti spieghiamogli con calma e grande serenità come devono fare.

Anche se ci vorrà del tempo prima che un bambino riesca a farlo bene e da solo, portiamo pazienza e non carichiamo di tensione un rito che dovrà diventare piacevole e naturale per il nostro bambino.

Sicuramente la cosa piu’ complicata sarà convincerlo a sciacquarsi e sputare l’acqua col dentifricio. Portiamo pazienza e diamo l’esempio. Chiediamogli di fare una gara a chi la sputa meglio o fa piu’ schiuma.

Un’altra gara per ottenere il coinvolgimento dei bambini nell'impegno quotidiano di lavarsi i denti, può essere di premiare chi ha il sorriso più bello, più profumato, etc.. Questo vale se si hanno più figli piccoli ma anche se è un figlio unico. Saremo noi i suoi concorrenti.

Qual è la tecnica corretta per lavarsi i denti ?

Un ripasso della tecnica migliore per lavarsi bene i denti ci aiuterà:

  • Passare lo spazzolino dall’alto verso il basso e viceversa.

  • Prima sull’arcata superiore, poi su quella inferiore.

  • Passare lo spazzolino in senso rotatorio, facendo dei piccoli cerchi in senso orario su tutta la dentatura.

  • Passare lo spazzolino all’interno dell’arcata dentale, sia sopra che sotto, girando bene attorno a tutti i denti spazzolando con cura.

  • Sciacquare bene con acqua fresca, facendola passare bene tra i denti.

Lo spazzolamento dei denti, per essere efficace, dovrebbe durare minimo 1 minuto. Provate a cronometrare e vedrete che sorpresa.

Si può anche insegnare ai bambini a spazzolare con delicatezza la lingua.

Nel tempo insegneremo loro anche a passare il filo interdentale, la sera.

Soprattutto all’inizio e con bambini piccoli, l’utilizzo di un dentifricio per bambini, addizionato di fluoro può essere ottimale, rispetto al dentifricio che usiamo per noi.

Per i bambini sarà stimolante avere nel bagno il proprio bicchierino con spazzolino e dentifricio personale a disposizione.

Mentre svolgiamo il rito del lavaggio dei denti raccontiamo ai bambini quanto è importante tenere pulita la bocca e i denti. Di come saranno belli i loro dentini quando saranno piu’ grandi, di come è bello un sorriso sano e di come stanno imparando bene a lavarsi i denti.

Insomma gratifichiamoli nel loro impegno a lavarsi bene i denti e spesso. Questo li aiuterà a farlo bene.

L’obiettivo finale è di renderli autosufficienti nel lavarsi i denti ma anche di insegnare loro come un automatismo che dopo ogni pasto occorre lavarsi i denti. 

Un altro modo efficace e divertente per insegnare al nostro bambino a utilizzare lo spazzolino e capire bene i movimenti e la pulizia dei denti, è di chiedergli di aiutarci a lavarci i denti.
Possiamo accompagnare la sua mano e farci spazzolare la parte inferiore dell’arcata, finchè non sarà bene spazzolata. 
L’obiettivo finale è di renderli autosufficienti nel lavarsi i denti ma anche di insegnare loro come un automatismo che dopo ogni pasto occorre lavarsi i denti.

Facciamo lo sforzo di essere coerenti con il nostro ruolo educativo e diamo sempre il buon esempio.

Dieci motivi per sorridere

Sorridere è il modo migliore per aiutare il vostro corpo a funzionare meglio. È un’espressione facciale che può denotare sensibilità, affetto e divertimento. Sorridi per migliorare la tua salute, la tua bellezza e per eliminare lo stress.

Eccovi dieci motivi per sorridere:

  1. Sorridere è contagioso.
    Quando qualcuno sorride illumina la stanza, cambia l’umore degli altri e rende le cose più belle. Una persona sorridente porta la felicità con sé.

  2. Sorridere vi fa sembrare persone di successo.
    La gente sorridente sembra più sicura, è più probabile che sia appoggiata dagli altri. Provate a sorridere mentre siete in una riunione o ad un appuntamento e le persone si comporteranno con voi in maniera diversa.

  3. Sorridere rendere attraenti.

    Siamo attratti dalla gente che sorride. Il sorriso infatti è un fattore di attrazione. Desideriamo conoscere una persona sorridente e capire perché sta così bene.

  4. Sorridere cambia il nostro umore.
    La volta prossima che vi sentite giù, provate a sorridere. C’è una buona probabilità che il vostro umore cambierà in meglio. Sorridere può fare in modo che il vostro corpo aiuti la mente a sentirsi meglio.

  5. Sorridere tira la pelle del viso e ci fa sembrare più giovani.
    I muscoli che usiamo per sorridere sollevano la pelle del viso e ciò vi farà sembrare più giovani.

  6. Sorridere elimina lo stress.
    Lo stress si mostra attraverso il volto. Sorridere contribuisce ad evitare di sembrare stanchi, sopraffati, distrutti. Quando siete stressati provate sorridere e lo stress svanirà.

  7. Il sorriso fa rilasciare nel corpo le Endorfine, rimedio naturale al dolore e al cattivo umore.
    Sorridere è una droga naturale.

  8. Sorridere rinforza il sistema immunitario.
    Sorridere aiuta il sistema immunitario a funzionare meglio. Non vi prenderete mai più il raffreddore e l’influenza!

  9. Sorridere abbassa pressione sanguigna.
    Quando si sorride si ha una riduzione misurabile della pressione sanguigna. Se avete un casa un apparecchio per misurare la pressione fate questo esperimento: misuratela, poi sedetevi e sorridete per un minuto leggendo qualcosa di simpatico, rimisurate la pressione e rimarrete sorpresi (con i miei pazienti funziona)!

  10. Sorridere vi fa essere positivi.
    Provate questo test: sorridete. Ora provate a pensare a qualcosa di negativo senza smettere di sorridere. È difficile! Quando sorridiamo il nostro corpo sta trasmettendo al resto di noi il messaggio che “la vita è bella”. Tenete lontani la depressione, lo stress e i pensieri tristi con un sorriso

 

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